Grazie a lui e grazie a lei. E poi ci sei tu, mamma (che sarei io)

“Con la femmina avrai un feeling che con il maschio non hai” così esordi una mia amica quando nacque la mia secondogenita.


Non so se sia vero o no. So che devo dire grazie a lui, Jacopo per essere cresciuto insieme a me, lui come figlio e io come mamma. Grazie perché con te sono stata curiosa di scoprire la vita, spensierata e qualche volta un po’ matta.
E grazie a lei, Agata, perchè con te mi sono vista più matura e responsabile, più dolce e protettiva.


Lei, una creatura piccola nata appena 5 mesi fa.
Grazie per i sorrisi ingenui che mi regali quando ci guardiamo allo specchio facendo le smorfie.
Grazie perché mi fai scattare un senso di protezione, un qualcosa dentro che non avevo mai provato o che forse avevo dimenticato.

Lui, un bimbo che sembra già così indipendente ma che in realtà è ancora il mio “pulcino” e mi  chiede ancora di essere coccolato e protetto. Non è un adulto, è un bimbo di neanche 5 anni. È ancora il mio bimbo.
Grazie del lavoretto per la festa della mamma che hai fatto a scuola che “Mamma lo devi aprire solo domenica” – “Ok ometto”. “Mamma vuoi sapere cosa c’è dentro?” “Dimmi amore”. “No non te lo dico, è una sorpresa” e dopo due secondi “e va bè dai te lo dico”. Poi mi ha dato un timido bacino. E con la stessa timidezza se n’è andato.
Ho lavorato fino a sera tardi e quando sono tornata a casa lui dormiva. L’ho guardato per qualche minuto eterno.



E poi ci sei Tu (che sarei io, una mamma), che ti domandi ogni giorno se li stai crescendo bene e fai i salti mortali per essere una mamma presente.
Tu che non pensavi di avere due gravidanze così opposte e due figli così diversi… che poi pensandoci, sono due persone distinte, perchè mai dovrebbero essere simili? e ti senti un po’ stupida per averlo pensato.



Tu che ti arrabbi quando senti dire che far nascere due figli a questo mondo è egoismo e pensi che i tuoi bimbi non saranno quelli che cambieranno il mondo, ma certamente lo miglioreranno.
Tu, mamma, che lavori e arrivata a sera non hai poi così voglia di star lì a giocare ma poi quando ti ci metti sei la prima a non voler smettere.
Tu mamma che li racconti la favola della buona notte e ti ritrovi bambina con il pensiero che corre alla tua infanzia quando tua mamma ti raccontava le stesse favole.
Tu, mamma, che li baci e vorresti continuare a baciarli all’infinito ma a un certo orario sai dire “basta baci adesso, si spegne la luce”.


C’è lui e c’è lei. E poi ci sei tu, mamma (che sarei io)


A te, che sei mamma, quotidianamente straordinaria.

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UpMama
2 Comments
  • Elisa
    Posted at 23:24, 14 maggio 2017

    Bellissimo articolo, mi sono commossa…grazie

  • Claudia
    Posted at 22:37, 16 maggio 2017

    Bello l’articolo e meravigliosi i tuoi bimbi!

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